Chi siamo

Grizzana (Griçana)

Capoluogo nel comune omonimo tra il Reno e il Setta sopra una delle minori cime che dal Monte di Stanco calano verso il Setta. Fu senza dubbio una delle terre feudali dei Signori di Monzuno, che sino al 1164 vi esercitarono i loro diritti, poi fu costituita in comunità rurale, quale già appare nel 1223. Nel 1245 essendo il console Giovanni Bernardini, fu compilato l’estimo di Grizzana, dal quale appare che la comunità possedeva una delle tre parti del bosco del Farnetola, che doveva stendersi lungo la riva sinistra del rio omonimo dal Veggio a Tavernola. Nel 1249 aveva 37 fumanti; nel 1288 fu assegnata alla podesteria di Casio;  nel 1293 ebbe un estimo di lire 1190; e sul principio del secolo XIV prendeva parte alle fazioni militari con tre uomini.

Rocchetta di Setta

(anche Rocca de Setta, località nel  territorio attuale  della parrocchia e comune di Grizzana) era alla  sinistra del Setta, sulle pendici del monte di Grizzana, ma non e possibile una più  precisa determinazione della sua postura. È nominata come comunità nella circoscrizione del 1223, ma non nel censimento dei fumanti del 1249; tuttavia non si può dubitare della sua ulteriore esistenza, poichè nel 1288 fu ascritta alla podesteria di Casio, nel 1293 ebbe un estimo di lire 157, nel 1297 aveva il suo massaro Rainucino Rolandini che il 25 maggio pagò una colletta imposta al suo comune, e sul principio del secolo XIV contribuiva alle fazioni per due uomini; prima del 1352 fu soppressa e unita a Grizzana.

Elle (Ello)

(ora Elle, località nel comune di Grizzana) è sulla sinistra del Setta, ai piedi del Monte Alcino e sino dal 1164 è ricordata fra le terre di Alberto da Monzuno. Fu poi una piccola una comunità rurale menzionata nella circoscrizione del 1223, la quale nel 1249 aveva 19 fumanti; fu ascritta nel 1288 nella podesteria di Casio, ebbe nel 1293 un  estimo di lire 342, e contribuiva alle fazioni sul principio del sec. XIV per tre uomini.

Tavernola

(nome attuale di una frazione e parrocchia del comune di Grizzana) è tra il Reno e il Setta sopra un monte tra due rami del rio di Farnetola, e forse trasse il suo nome da una antichissima “taberna” sopra la via della montagna. Fu una delle terre dipendenti dai conti di Panico, che vi eressero un fortilizio nel luogo detto Castellaro, e nel 1223 era già costituita in comunità rurale e possedeva nel ‘45 un terzo del bosco di Farnetola: nel 1249 aveva 12 fumanti; nel 1262 fu obbligata a contribuire alla ricostruzione e manutenzione del ponte di Savignano sull’Armenzia o Limentra; nel 1288 fu ascritta alla podesteria di Casio; nel 1293 ebbe un estimo di lire 421; e sul principio del secolo XIV, era per le fazioni militari soggetta ad un contributo di tre uomini.

Stanco (Stancho)

(ora Stanco, nome di due borgate nella frazione e parrocchia di Tavernola, comune di Grizzana) fu il nome della comunità formata dalle parte più alta del monte omonimo, tra il Reno e il Setta. Essa è nominata per la prima volta nel 1223; nel 1249 aveva sei soli fumanti; nel 1262 fu obbligata per concorrere per il ponte di Savignano; nel 1288 fu assegnata alla podesteria di Cassio, nel 1293 ebbe un estimo di lire 412, e sul principio del secolo XIV  contribuiva alle fazioni per 4 uomini.

Prata

(ora Prada, frazione e parrocchia del comune di Grizzana) è sui fianchi di  un’altura destra alla destra del Reno, tra Monte Stanco e Monte Aguto Ragazza, e probabilmente fece parte dei feudi della stirpe albertenga, sebbene non sia nominata con certezza prima del 1223. La comunità di Prata nel 1249 aveva 16 fumanti; nel 1262 fu segnata tra contribuenti per il ponte di Savignano; nel 1288 fu ascritta alla podesteria di Casio; nel 1293 ebbe un estimo di lire 773; sul principio del secolo XIV,  concorreva per le fazioni in ragione di cinque uomini.

Monteacuto Ragazza (Montaguto)

(certamente Montaguto Argace, ora Montaguto Ragazza, frazione e  parrocchia del comune di Grizzana) è tra il Reno e il Setta sulla sinistra del Rio di Vezzano. Fu una di quelle terre, che dal dominio matildico passarono alla famiglia albertenga, trovandosi Argaza tra i luoghi confermati da Onorio III, ad Alberto di Mangone nel 1220; era, più precisamente, del ramo dei conti di Panico,  che nel 1221 ne ottennero  la conferma da Federico II. Vane concessioni, che il Comune urbano infranse assumendo il governo diretto di queste terre  sino dal 1223. Nel 1249 Montaguti d’Argaza aveva 33 fumanti; nel 1262 fu obbligato ai lavori del ponte di Savignano; nel 1288 fu ascritto alla podesteria di Casio; nel 1293 ebbe un estimo  di lire 664;  e per le fazioni militare concorreva per sette uomini.

Dizionario corografico grizzanese

del Settecento di Serafino Calindri